Quello che il Narcisista patologico in amore non vuole che tu sappia, e le tecniche per non farti distruggere l’esistenza


narcisista patologico

Sei fidanzato ma ti senti solo? Sei innamorato ma hai la sensazione di non ricevere abbastanza? Sai che forse hai accanto un narcisista? Uno che fa di tutto per farsi amare ma che di te non interessa nulla? Purtroppo è probabile che possa finire male, ma tu puoi porre rimedio. Il narcisista patologico in amore è difficile da gestire ma con i giusti consigli potrai imparare come liberarsi da un narcisista. 

Intanto vediamo chi è un narcisista e quali sono le caratteristiche di un narcisista in amore, così da avere chiaro con chi ti trovi ad avere a che fare.

Una definizione di narcisismo si trova nell’enciclopedia Treccani:
“Tendenza e atteggiamento psicologico di chi fa di sé stesso, della propria persona, delle proprie qualità fisiche e intellettuali, il centro esclusivo e preminente del proprio interesse e l'oggetto di una compiaciuta ammirazione, mentre resta più o meno indifferente agli altri, di cui ignora o disprezza il valore e le opere.
Il termine fu introdotto nel 1898 in sessuologia dallo psichiatra tedesco H. Ellis (1859-1939) per designare un atteggiamento patologico della vita sessuale, per cui il soggetto gode nell'ammirare il proprio corpo, cioè tratta il proprio corpo come oggetto sessuale, come fonte di desiderio e di piacere, come il giovanetto Narciso nel mito greco”.

Come è il narcisista patologico in amore?

L’interesse solo per se stesso e il distacco nei confronti dei sentimenti degli altri incidono notevolmente nei rapporti interpersonali del narcisista patologico, soprattutto sentimentali.

All’apparenza chi ha elevati livelli di narcisismo sembra “la persona ideale”, quella che tutti sognano, inserita molto bene a livello sociale e professionale. In genere è abile nell’apparire per quello che non è. Questa è la prima forma di manipolazione che mette in atto.
Il narcisista patologico è spesso molto intelligente e appare molto sicuro di sé, anche se ha bisogno di nutrire costantemente la propria autostima. In realtà, però, il suo mondo interiore è caratterizzato da un grande vuoto, gli sono spesso mancate le gratificazioni da parte della famiglia.

Chi soffre di disturbo narcisistico di personalità in molti casi ha subito dei traumi nelle relazioni di attaccamento, non è stato protetto, né gli sono state fornite delle regole; in molti casi è stato un bambino che ha dovuto diventare adulto molto velocemente, almeno nel contesto familiare. Una volta divenuto adulto, sente la necessità di tenere sotto controllo gli altri e il mondo che lo circonda, deve avere il dominio su tutto. L’altro, nella relazione di coppia, non esiste o meglio, esiste solamente fino a quando è utile a soddisfare i suoi bisogni. Poi, quando il bisogno viene meno, viene messo da parte, gettato via come un oggetto rotto.

Essendo sostanzialmente anafettivo, il narcisista patologico è incapace di amare, perché è incapace di empatia: non sa preoccuparsi dell’altro, non è capace di occuparsene perché sostanzialmente non è realmente interessato alla persona che sta al suo fianco. Per questo motivo non è in grado di mantenere a lungo la relazione: i suoi comportamenti falsi ed artefatti prendono il sopravvento e i rapporti chiusi dopo breve tempo si accumulano.

narcisista in amore

Se hai accanto un narcisista, sappi che è impossibile cambiarlo: tu per lui non esisti se non in modo funzionale al suo culto della personalità, è insensibile ai tuoi sentimenti, anche se apparentemente mostra di essere l’opposto.

Il narcisista patologico ha bisogno delle altre persone più di chiunque altro. Questo perché tutta la sua autostima dipende l’ammirazione degli altri, e quindi le sue emozioni sono sempre a metà tra l’aver bisogno degli altri e l’aver bisogno di essere lasciati soli.

Il narcisista in amore è in genere una persona pronta a mentire spudoratamente, a ingannare senza pietà, nella totale noncuranza di cosa potrebbe provare l’altro. Tende a vedere il male in molte situazioni, nel senso che avverte il rischio di una minaccia anche dove non dovrebbe esserci e per questo vive una vita inautentica.

Chi soffre di disturbo narcisistico di personalità sente un vuoto enorme dentro di sé. Questo vuoto è sempre presente e l’unica cosa che lo riempie è l’amore e la stima di qualcun altro. L’effetto è sempre temporaneo, però, per questo tende ad avere molte relazioni, di solito molto brevi, e talvolta, anche più di una relazione contemporaneamente. Entra in un rapporto amoroso nel tentativo di colmare quel vuoto e per assicurarsi di avere qualcuno che è sempre a disposizione per il sesso, per dare gratificazione o per qualunque necessità che può avere.

All’interno della coppia non si aspetta rifiuti: le sue richieste sono ordini, non è accettabile che l’altro dica no (perché “me lo devi”). Se il partner in qualche modo respinge una richiesta la reazione spesso è rabbiosa, il narcisista si sente rifiutato nel profondo. E a quel punto anche il suo modo di porsi nei confronti del partner muta: diventa iper-critico, svalutante, colpevolizzante. Perché l’altro non esiste allo scopo di soddisfare i suoi bisogni.

Il narcisista patologico, ricordiamolo, non è innamorato di sé stesso, ma dell’immagine idealizzata che ha di sé, un’immagine che proietta all’esterno per celare le mancanze profonde della sua esistenza, per proteggere la propria fragilità, per evitare di essere ferito. Vive un’esistenza artefatta, che costruisce nella sua mente, fatta di perfezione e in cui non si ammettono critiche, difetti, aspetti negativi. Il culto della propria perfezione deve essere perpetrato da chiunque lo circondi e gli stia accanto, quindi il partner deve essere una persona manipolabile, sottomessa, che lo assecondi, non lo contraddica mai.
Quando qualcosa non va secondo le sue aspettative, il narcisista patologico dà la colpa all’altro, perché egli è perfetto, non sbaglia, ha sempre ragione, è intoccabile mentre il resto del mondo è sempre inferiore.

Le fasi del narcisista patologico in amore

Una relazione con un narcisista segue solitamente tre fasi: la fase di super-valutazione, la fase di svalutazione e la fase di scarto.

Prima fase: Love bombing

narcisismo patologico

La fase di seduzione o di super-valutazione. Il narcisista dà il meglio di sé, si trasfigura nel partner ideale. Mente, recitando la parte del compagno (o della compagna) perfetto, in modo che la sua vittima designata, di solito qualcuno con un ruolo o una posizione sociale dominante, si innamori e si occupi di lui. Come un cacciatore, mette in campo tutte le armi a sua disposizione per catturare la propria preda, affascinandola, dando di sé un’immagine perfetta, mostrando anche un lato vulnerabile che porterà l’altro a desiderare di farlo felice, attivandone l’istinto di accudimento.

Il narcisista in questa fase è in estasi, pensa costantemente alla sua vittima, la adora, la idolatra. Nel frattempo l’obiettivo delle attenzioni si convince di aver trovato l’anima gemella, colui o colei che lo capisce al volo e che rispecchia totalmente le proprie esigenze: affettive, sessuali, pratiche. Durante questa fase di corteggiamento il narcisista fa sentire la sua vittima la persona più importante della sua vita, idealizzandola.

L’idealizzazione nasconde già in sé la trappola del fallimento e del ricatto affettivo, perché inconsciamente questa persona sta dicendo “io ti amero’ finché tu mi rimanderai questa immagine di me”.

In questa fase i narcisisti patologici utilizzano molte tecniche seduttive:

  • Rispecchiamento,
  • Innalzamento del tuo Ego: sei la più bella/il più bello, il migliore a letto/la migliore a letto, ecc. 
  • Lusinghe sull’aspetto estetico, 
  • Linguaggio poetico e romantico,
  • Promesse,
  • Condivisione di valori, obiettivi e sogni.

Seconda fase: Gaslighting

ase dell’intromissione o della svalutazione. Una volta che il narcisista si è assicurato la totale devozione della sua preda (la prima fase può durare da poche settimane a qualche mese, dipende da quanto il narcisista è sicuro di aver “agganciato” la propria vittima), getta la maschera e si mostra in tutta la sua anaffettività.

Dopo giorni di costante corteggiamento, il narcisista sparisce. Indifferenza e silenzio sostituiscono, a volte gradualmente, a volte da un momento all’altro, le mille attenzioni a cui la vittima era sottoposta così generosamente da quello che diventerà presto un aguzzino. Il dubbio che il corteggiatore abbia trovato qualcun altro si insinua, anche perché, delle tante promesse fatte, ben poche si concretizzano. Il narcisista sta mettendo alla prova la sua vittima, valutandone resistenza e motivazione.

L’allontanamento improvviso e il silenzio di solito scatenano tre reazioni:

  • la preoccupazione che sia successo qualcosa di grave,
  • la delusione per il comportamento poco rispettoso,
  • il senso di colpa per aver sbagliato qualcosa e quindi aver meritato un simile trattamento.

La reazione più comune della vittima è la terza ed è anche la preferita del narcisista, che insinua nel partner l’idea che sia colpa sua, perché ha sbagliato qualcosa. Quando la preda cede a questa trappola inizia un gioco psicologico violentissimo, in cui il narcisista patologico cerca di spingersi sempre oltre per testare la resistenza della vittima. Addirittura usa le debolezze che il partner gli ha mostrato e le situazioni di sofferenza che gli ha raccontato durante la fase del love bombing, per “accenderlo” e “spegnerlo” a suo piacimento, per strumentalizzarlo e dimostrare a se stesso che la sua preda è sempre lì per lui.

Questo comportamento scostante è anche segno di noia: chi è affetto da disturbo narcisistico di personalità sente a questo punto che il vuoto comincia a riemergere. La gratificazione dovuta alla crescente devozione da parte della preda, che lo stava tenendo su, è in calo e la reazione è di scagliarsi proprio contro di essa. Più la vittima si aggrappa al narcisista, più egli si allontana, diventa volubile e facilmente irritabile. E comincia a metterla in discussione, a darle le colpe per qualsiasi cosa, ogni minima contrarietà è pretesto per trattare male la vittima.

Il narcisista in questa fase agisce per isolare e screditare il partner: cerca di allontanarlo dalla famiglia, dagli amici, isolarlo anche a livello lavorativo. Le critiche, all’inizio velate poi sempre più aspre, agiscono sull’autostima del partner, rendendolo sempre più fragile. All’esterno della coppia è il narcisista ad avere la meglio, perché il suo fascino conquista tutti e le eventuali critiche del partner tenderanno ad essere sminuite. Nello stesso momento, il narcisista comincia a sparire sempre più spesso e i momenti di silenzio e chiusura diventano più frequenti. La vittima è disorientata, ma si aggrappa sempre di più al suo aguzzino, dato che soffre ed è disorientato, ma le sue richieste di attenzione e il suo bisogno di capire cosa diavolo sta succedendo urtano i nervi al narcisista.

gaslighting

Questa fase può durare anni ed è molto dolorosa, perché il narcisista alterna il distacco alla seduzione, tornando a corteggiare ed adulare la propria vittima, illudendola che tutto vada bene. Questa continua alternanza, genera nel partner, che è diventato co-dipendente affettivo, una sorta di stordimento, di perdita di consapevolezza, che lo fa dubitare di se stesso, delle sue percezioni o intuizioni, fino a spingerlo sacrificarsi per il bene del legame, che nel frattempo il narcisista patologico inizia a minare con dubbi, recriminazioni, ricatti morali, soprattutto se le sue volontà non sono soddisfatte.

Terza fase: Discard

La fase della distruzione dell’altro, della svalutazione e attacco all’autostima. In questa fase il narcisista patologico è già alla ricerca di un’altra preda, il disturbo narcisistico emerge con tutta la sua forza e il soggetto diventa più esigente, violento, geloso e distante. A questo punto della relazione è già riuscito a far sentire l’altro una nullità, insicuro di sé, spesso privo di valore. 

narcisista patologico in amore

Non è insolito che il narcisista utilizzi violenza verbale e/o fisica. A livello verbale alterna momenti di dolcezza a momenti di aggressività e sono proprio queste oscillazioni a rendere ancora più dipendente il partner, che si destabilizza e non sa più come comportarsi, esita a perdonarlo e poi lo perdona pensando che cambierà. Attraverso i maltrattamenti (psicologici, emotivi e molto più raramente fisici) il partner si paralizza, perdendo così le proprie capacità.

Ed è in questo momento che il narcisista tradisce il partner, e il tradimento può essere reale o simbolico, non rispettando le promesse, il legame. Da partner perfetto diventa un orco.

Nonostante la violenza verbale, il tormento psicologico e la deprivazione di sicurezza e affetto, la vittima si trova invischiata completamente in questa relazione malata, sbilanciata, dolorosa.

La preda fa di tutto per compiacere il narcisista, nonostante stia malissimo per il modo in cui viene trattata, ma tutto ciò che fa non è mai abbastanza. L’altro ha perso interesse, sta già cercando una nuova preda. Il fatto di sapere che ci sarà sempre per lui fa sì che il partner perda di importanza ai suoi occhi. Ma non sarà il narcisista a mettere fine alla relazione perché, per quanto diventata un nutrimento “misero”, la sua preda continua a nutrirlo e lui non intende rinunciarci.

Anziché bombardarla d’amore, adesso il suo interesse è tormentarla. È questa la fase dello scarto. Il livello di interesse è talmente basso che sparisce, non risponde al telefono, ai messaggi, ignora la sua vittima. Il partner ha esaurito la sua funzione e viene abbandonato. Scartato, mollato, senza alcun senso di colpa. La vittima a questo punto è prostrata, la sua autostima in pezzi. Il narcisista invece prosegue imperterrito la sua caccia alla prossima vittima da sedurre, affascinare e usare finché ne avrà bisogno.

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