Manuale di sopravvivenza emotiva alla Curva del Cambiamento

Quanto sarebbe bello avere un manuale di sopravvivenza nelle situazioni emotivamente difficili? La curva del cambiamento ci permette di sapere esattamente quale emozione proveremo dopo; è avere come una sfera di cristallo che ci permetta di prepararci bene. Se leggi questo articolo fino alla fine, avrai gli strumenti per farlo.

Premettendo che non è il caso di chiederci troppo in questa situazione, in cui l’emergenza sanitaria causata dal coronavirus ci sta tenendo tutti a casa a proteggerci dal contagio, siamo consapevoli che stiamo affrontando una grossa sfida, e che non avere il contatto fisico, i rapporti con le persone, è un po' una tortura: ci sentiamo imprigionati nella situazione, le modalità di esame, di studio, di lavoro cambiano continuamente e c'è stata un'impennata di ansia e paura dovuta alle notizie non proprio confortanti che riceviamo.

Le emozioni al tempo del coronavirus

emozioni

Foto di Gino Crescoli da Pixabay 

Recentemente è stato fatto un sondaggio sul Gruppo Facebook chiedendo agli iscritti quale fosse l'emozione dominante in situazioni di difficoltà, e non è stata una sorpresa scoprire che le emozioni più frequenti sono ansia, rabbia, paura, tristezza.

È stato sorprendente invece scoprire che queste emozioni si mescolassero con ottimismo, speranza, gioia, addirittura entusiasmo. Tutte queste emozioni, spesso mescolate tra loro, sono causa di forti sbalzi di umore.

Essere qualche volta in balia delle emozioni capita a tutti, ma essere in preda di quelle veramente molto forti, o in situazioni davvero difficili, non significa esserne schiavi!

John Fisher e la curva del cambiamento

Capita a tutti di esserne in balia e a volte succede di essere vittima delle tante tecniche di gestione delle emozioni, tecniche che alla fine non funzionano mai fuori dai corsi di formazione, o quando chiudi il libro. 

Tutto è stato vano finché non ho incontrato un lavoro meraviglioso di John Fisher del 2012. Fisher è un'autorità nel settore del cambiamento organizzativo, quindi sa quali emozioni provano le persone in diversi contesti e soprattutto quando si trovano di fronte a un forte cambiamento.

In Italia è poco conosciuto ai più, però io lo trovo affascinante, anche perché scoprire la curva del cambiamento, la curva del cambiamento di Fisher ha un potere quasi magico su quello che riusciamo a fare nelle nostre giornate.

In pratica fa quasi un effetto “spoiler”: sappiamo dove siamo emotivamente in quel momento e quale sarà l'emozione successiva che proveremo, nelle ore successive e nei giorni successivi. Abbiamo la mappa delle emozioni: sappiamo cosa ci aspetta, e il modo giusto o “sbagliato” di affrontare la situazione, possiamo prepararci in anticipo.

Continua a leggere con attenzione perché ti darò veramente la chiave per avere il controllo della situazione che stai vivendo. 

Come funziona la curva del cambiamento

curva del cambiamento

Come vedi la curva del cambiamento non è affatto difficile da interpretare e puoi ritrovarti in ciascuno di questi punti: all'inizio c'è una fase ascendente, che vedi disegnata in verde. È il momento in cui sei ottimista, senti di potercela fare, e anche se hai un po' di dubbi sul fatto che ce la farai o meno, ti dici che "almeno qualcosa cambierà".

Alcuni in questa fase tendono a negare, cioè a dire "non c'è stato o non ci sarà alcun cambiamento". Altri iniziano a farsi finalmente delle domande: "che impatto avrà questa situazione sulla mia vita e su di me?" e questo le accompagna verso la prima fase discendente delle emozioni, in cui si trovano ansia, rifiuto, paura, e addirittura odio verso se stessi e gli altri.

Le persone pensano che quello che stanno affrontando è più grande di quello che immaginavano e si danno la colpa, provano senso di colpa perché si sentono minacciati dal fatto che stanno cambiando, che qualcosa sta cambiando nella loro vita.

La fase discendente viene seguita da una fase un po' piatta e sicuramente poco piacevole, che nella curva delle emozioni viene evidenziata in rosso. Alcune persone si arrendono, fanno le vittime, dicono "non mi aiuta nessuno" e si deprimono. Si incolpano, perché hanno deciso di intraprendere questo cambiamento e si chiedono chi veramente sono, oppure si disilludono e decidono di lasciare, di gettare la spugna, pensano che la situazione in cui si trovano non è affrontabile e si dicono "non è una cosa per me, mi arrendo, non ce la faccio".

Se si riesce a resistere alla fase che potremmo definire di abbattimento, depressiva, se si riesce a resistere all'essere ostile e si decide di guardare le cose con un’accettazione graduale, a quel punto si inizierà a vedere il futuro con un certo ottimismo, speranza, un certo sollievo.

A quel punto inizierai ad andare avanti perché farai funzionare le cose per come effettivamente ti si presentano davanti.

Un esempio pratico è quello che ci succede a capodanno, quando ci mettiamo mille buoni propositi delle cose da fare, poi durante l'anno ci ritroviamo a provare queste emozioni abbastanza spiacevoli e alcune di esse non le portiamo a termine. 

Cosa sta succedendo in quarantena

Foto da Freepik

È quello che ci è successo all'inizio di questa quarantena, quando abbiamo accolto magari con "entusiasmo" la possibilità di costruire una routine giornaliera: smetto di mangiare porcherie, inizio avere una vita regolata, mi alleno a casa e mi dedico alla forma fisica, mi guardo le serie tv, faccio binge watching come farei nel weekend... poi però le emozioni che abbiamo iniziato a provare nei giorni successivi sono state molto meno piacevoli.

Avrai notato che è capitato molto spesso di provare paura e magari continui a provarla molto spesso, insieme ad un senso di minaccia, ansia e rifiuto per la situazione in cui siamo. Ci capita di sentirci con gli altri e a volte ci sentiamo abbattuti, proprio perché la seconda fase ascendente, quella dell'accettazione graduale, per alcuni ancora non è iniziata. Per altri invece è iniziata e queste persone sentono già un po' di sollievo, si sentono speranzosi e ottimisti nell'attesa di quando la quarantena finirà.

È simile a quello che ci succede quando ci prepariamo per un esame universitario o per un nuovo lavoro, ci chiediamo se ce la faremo: all'inizio siamo molto positivi e propositivi, non abbiamo dubbi sul buon esito dei nostri sforzi, e poi iniziamo a chiederci chi ce l'ha fatto fare. Cominciamo a provare ansia per l'esame perché non sappiamo bene se ce la faremo o meno a prepararci in tempo, arriviamo a rifiutarlo o addirittura ad abbandonarlo, ci assale la paura delle domande del professore o di non terminare il programma in tempo, a odiare il libro ed entrare nel panico. Qualcuno veramente si arrende o affronta l'esame le settimane prima dell'esame con un umore decisamente depresso, altri invece entrano subito nella fase speranzosa e quando sostengono l'esame o il colloquio di lavoro subito dopo si sentono sollevati, pronti ad affrontare il nuovo esame, un nuovo colloquio, con la stessa curva del cambiamento che abbiamo appena descritto. 

La curva delle emozioni funziona?

Individuare e seguire le proprie emozioni, quindi monitorare come stiamo dentro, funziona e la scienza ha provato in tanti esperimenti che il senso di autoefficacia, l'autostima e la soddisfazione di vita aumentano mano a mano che aumenta il controllo che noi percepiamo sulle situazioni esterne, e soprattutto sulle emozioni che proviamo. 

Immagine da Freepik

Seguire la curva delle emozioni non rende una situazione difficile indolore, questo deve essere chiaro, però sicuramente ti dà un'enorme sicurezza e ti fa sentire come di avere il volante in mano su te stesso, sulle emozioni che provi e quindi su quelle che proverai nel futuro.

È certo che siamo tutti diversi e proviamo le emozioni in maniera differente gli uni dagli altri, però le emozioni principali sono sempre quelle, si mescolano nell'esperienza umana, si accavallano le
une con le altre ed è questo il motivo degli sbalzi d'umore.

La curva del cambiamento non è affatto teorica, come ho spiegato è molto pratica e ti invito a provarla, scrivendo su un foglio quali sono le emozioni che provi più spesso durante la giornata o durante questi giorni e vedrai che seguono una sequenza: saranno più o meno in ordine rispetto a quella che abbiamo appena visto.

Quindi non studiare di meno, non lavorare di meno, cerca di mantenere il ritmo, ma con una nuova consapevolezza di quello che esattamente ti sta succedendo dentro dal punto di vista emotivo.

Ti consiglio di non esagerare perché la situazione è tosta, ma neanche di lasciarti troppo andare, altrimenti ti ritroverai a odiare tutti e ad aver accumulato cose da fare che avresti dovuto fare in questo periodo, ti troverai indietro con le scadenze e tutto questo finirà per peggiorare questa situazione che è già difficile di suo.

Sono sicuro oggi di averti aiutato davvero a sentirti meglio, sono con te in questa situazione anche perché ci sono dentro anche io!

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