Procrastinazione: la guida definitiva per sbloccarti e passare all’azione

Parliamo di procrastinazione: un atteggiamento che hanno molte più persone di quanto si immagini. Scopriremo insieme come e perché ci succede di procrastinare.

Ti sarà capitato, qualche volta, di rimandare gli impegni. Rimandare l’inizio di una dieta, o l’iscrizione in palestra. Rimandare lo studio di un esame, o un progetto di lavoro, o una decisione importante per il tuo presente e il tuo futuro. Questo atteggiamento, che più o meno di frequente abbiamo praticamente tutti, si chiama procrastinazione: tenere in bilico qualcosa da fare, un pensiero, lasciandolo lì, a mezz’aria senza andare indietro e (peggio) nemmeno avanti.

Procrastinazione: significato

Innanzi tutto vediamo cosa vuol dire procrastinare: l’etimologia dice che letteralmente significa “a favore del domani”. Il dizionario Treccani lo spiega più estesamente:

procrastinare v. tr. [dal lat. procrastinare, der. Di crastĭnus, agg. Di cras «domani», col pref. pro-: estensione, prosecuzione nello spazio e nel tempo] (io procràstino, ecc.), letter. – Differire, rinviare da un giorno a un altro, dall’oggi al domani, allo scopo di guadagnare tempo o addirittura con l’intenzione di non fare quello che si dovrebbe: p. il pagamento; p. una riunione, un impegno; continua a p. la partenza

In psicologia si definisce procrastinazione quel comportamento che spinge a ritardare volontariamente un’azione nonostante prevedibili conseguenze future negative, optando quindi per il piacere di breve durata a costo dei benefici a lungo termine.

In pratica, rimandi alcune cose importanti e le sostituisci con altre cose che ti piacciono di più, meno rilevanti, più facili e meno urgenti.

Come liberarti dalla procrastinazione

procrastinare

 Elaborazione da foto di Paola Aguilar su Unsplash

Procra​stinare può diventare un vero e proprio problema: questa sospensione nel fare, questo eterno rimando, ci fa perdere un sacco di tempo, ci rende inconcludenti. E quando ci accorgiamo che non abbiamo concluso un bel niente, ci sentiamo frustrati. Magari ci facciamo prendere anche dall’ansia e dallo stress, per questa nostra inconcludenza, mentre le scadenze incombono inesorabilmente.

Le cause di questo eterno rimandare possono essere molteplici, e possono essere scatenate da diverse situazioni, che in gran parte dipendono solo da noi. Continua a leggere e scoprirai perché hai la tendenza a procrastinare.

Quante volte ti sarà capitato di sentire di avere le batterie scariche, di avere un blocco su un esame, una sessione, nella ripresa dello studio? Oppure ti sei detto, come accade nelle diete, “da domani spacco tutto”, o vuoi una rivincita, tipo “recupero 10 esami” (che è un mega-obiettivo irrealistico)?

Ti senti gasato, da domani si studia/si lavora di brutto! Poi ci pensi su e la motivazione cala perché:

  • l’esame è difficile, e magari ripieghi su esami semplici,
  • gli impegni riescono fuori, è sfidante integrare, ti tocca scegliere (o fai le cose male),
  • fai fatica, hai paura della strada da fare, e ciò non è non esattamente motivante,
  • hai pensieri e ansie.

Quindi comincia a scattare l’allarme: blocchi, rimorsi per aver rimandato o mollato, colpevolizzazione (“dovevo studiare/fare di più”), tristezza, tasse universitarie e scadenze che incombono.

Insomma non è come te l’eri immaginata. E a me è successo esattamente così: la mia identità ideale va a spasso, mi vedevo come una persona di successo e ora mi vedo come un inconcludente. E appare anche la Verità: non cambierà, sarà sempre così.

Devi sapere una cosa: io sono il Dio della procrastinazione:

  • iniziavo 3 libri e non ne finivo 1,

  • sono stato capace di lasciare tutti gli esami grossi della prima laurea alla fine,

  • la lingua batte dove il dente duole: la mia compagna dice che ripeto questa frase almeno in ogni video,

  • ho rimandato 10 anni prima di scrivere il libro (​I 3 mostri da uccidere all'esame). C’è voluta la quarantena per costringermi a farlo.

Magari conosci la regola dei 5 secondi, la tecnica del pomodoro e altre cavolate simili: sono solo “soluzioni superficiali”. Le hai provate pure tu e non hanno funzionato, vero? Non credere a me, chiedi sui Social e tutti ti diranno la stessa cosa.

Continuare a procrastinare mi ha fatto stare male. Ho notato: terrore, proiezione, accumulo, valutazione. E come ho risolto? Cambiando! Si può fare, sappi che puoi cambiare anche a 50 anni, riprendere potere.

Ecco la guida definitiva, come puoi liberarti della procrastinazione una volta per tutte!

Procrastinazione: la guida definitiva per capirla e farla sparire

liberarsi dalla procrastinazione

Foto di Roy Bury su Pixabay

In questo articolo ricapitoliamo come ho fatto a liberarmi della procrastinazione, tutte le indicazioni che funzionano e risolvono il problema immediatamente, cosa devi fare esattamente.

Esistono due tipi di procrastinazione: quella rilassata e quella preoccupata. La procrastinazione è rilassata quando eviti di impegnarti e di fare le cose che ritieni noiose e ripetitive. Inizi con slancio, ma poi subentra l’abitudine e, mancando l’effetto gasante della novità ti stanchi e ti annoi subito, mollando.

Capita anche di essere un procrastinatore preoccupato: in questi casi le ragioni del rimando sono più profonde. Tendi ad avere scarsa fiducia in te stesso e nelle tue possibilità, fatichi a gestire lo stress e hai un sacco di paure (il più delle volte irrazionali), che ti bloccano.

Sicuramente ti sarai ritrovato in entrambe le situazioni. Vediamo le cause principali della procrastinazione e come rimuovere questi blocchi all’azione.

Fondamentalmente sono 4 le cause principali della procrastinazione: 

  1. paura,
  2. scaricare le responsabilità all'esterno,
  3. scappare dalle cose difficili,
  4. i segreti.

Prima causa della procrastinazione: la paura

Cominciamo quindi dal primo motivo di procrastinazione: la paura.

Quello che sto per dirti è davvero importante: ammetti di avere paura! Non nascondere di essere spaventato dal poter fare scelte sbagliate, di compiere sforzi vani, di fallire. La strizza fa agire solo quando la riconosci, altrimenti ti paralizza.

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Foto di Tonik su Unsplash

Procrastiniamo e troviamo scuse, sperando che i problemi vadano via da soli o con qualche “aggiustatina veloce”. Ma non vanno via. E noi restiamo col dolore. Immobili. Magari non vuoi affrontare quell’esame perché lo credi troppo difficile o hai paura del prof. O eviti una persona per paura di perdere in un conflitto con lui/lei.

Cosa fare per sbloccare questa situazione?

La prima cosa da fare è ammettere di avere quella difficoltà, e la seconda è mettere la testa nella bocca del leone. Affrontarla, quella cosa paurosa! Se NON abbiamo paura, probabilmente non ci stiamo sfidando e non stiamo crescendo. E tra poco vediamo perché se eviti la paura… vivi nella paura. Da dove viene?

La radice è sempre l’incertezza: “Ce la farò ad affrontare quello che arriva?”

Se fallisci, se ti abbandonano, credi che non ce la farai.

Quindi per diminuire la paura, ed evitare di procrastinare, dobbiamo aumentare la fiducia di farcela, qualunque cosa succeda, anche parecchio brutta. Il rischio di fallire c’è, ma sarà più forte il rimpianto per non aver colto quell’occasione, preso quella decisione, fatto quella cosa (un esame, un lavoro). Con una buona dose di fiducia in te stesso il piatto della bilancia penderà dal lato dell’azione.

Procrastinare: la seconda causa è la proiezione

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E ora veniamo al secondo motivo della procrastinazione: proiettare.

Lascia che te lo dica: non proiettare pensieri, alimenta pensieri. Non accusare niente e nessuno di quello che ti capita e di come ti senti. Più dici che è colpa degli altri o della sfortuna, più dai il tuo potere all’esterno.

Diventiamo come una barchetta nel mare in tempesta, come possiamo navigare senza farci sbattere dalle onde?

Smettiamo di proiettare cose brutte fuori (catastrofi), perché gli studi dicono che il 90% delle cose di cui ci preoccupiamo non succedono. Cioè sprechiamo 6 giorni a settimana a preoccuparci di fantasie!

E’ più realistico introiettare cose belle. E più lo fai, più ci credi, più ti succedono cose belle. Ma è come fare una doccia, non puoi farla un giorno e sperare di restare pulito per altri 10!

Ci vuole attenzione ogni giorno, magari utilizzando allo scopo un po’ della tecnologia da cui siamo circondati:

  1. Un video motivante
  2. Un'immagine ottimista come sfondo
  3. Una frase positiva ogni ora

Terza causa della procrastinazione: scappare

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Foto di Josh Gordon su Unsplash

Il terzo motivo di procrastinazione è l’abitudine a scappare dalle cose difficili. Usa questa paura come un segnale per mettere la testa nella bocca del leone! Le navi non sono fatte per stare nel porto. Se hai paura hai due cose da fare: 

Abbracciarla → è bella, vuol dire che stai andando oltre le tue abitudini e stai diventando migliore.

Farla a pezzi → dividi la cosa da affrontare in piccoli passaggi meno spaventosi.

Per esempio, hai paura di non superare un test? Non studiare tutto insieme. Dividi il compito nelle materie, diventa fenomenale in una sola, poi nella successiva, poi nella terza, alla fine sarai formidabile in tutte e crederai moltissimo in te.

Affrontare un giorno di paura è spiacevole. Ma guardiamo quelli che vivono senza rischi. Affogano per una vita intera nella paura, non si muovono, non hanno speranza di farcela. Per me la sicurezza è sapere che ce la farò, nonostante tutto.

Continui a procrastinare anche per una quarta causa: i segreti

Il quarto motivo della procrastinazione: i segreti, valutazioni troppo tenere o troppo dure su te stesso.

L’onestà è libertà” (citazione da “La strada meno percorsa”, dello psichiatra Scott Peck). Non fingere, sii sincero con te stesso e con gli altri,altrimenti vai in stress per evitare di dimostrare la verità (bugia → ansia).

Questa è più facile da spiegare con un esempio: una persona mi chiede se so cucinare. Dico di sì, una bugia per evitare di dire di no e fare una figuraccia. Poi però quella persona si aspetta che la inviti a cena e le faccia assaggiare i miei piatti. E così i suoi amici… e i miei! Li evito tutti, evito il discorso, costruisco bugie e scuse per evitarle, altrimenti mi scoprirebbero.

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Foto di Kristina Flour su Unsplash

La catena di eventi che seguono la prima bugia è molto più dolorosa e problematica della paura di ammettere un difetto o una “mancanza”. Non vuol dire che le bugie non sono sempre sbagliate, ma che essere (più) spesso onesti causa meno stress, ansia e infantilismo.

In pratica all’esame, quando non sai una cosa, devi dirlo al professore, sarà lui o lei a decidere se farti altre domande. Chiedi aiuto (le ricerche dicono che se lo fai si sente importante e ti mette un voto più alto).

Negli anni, ho scoperto una cosa davvero importante e controintuitiva: potremo anche trovare la nostra passione, vivere in giro per il mondo, avere un sacco di soldi, avere il partner dei nostri sogni. Però capita che ogni volta che raggiungiamo qualcosa che volevamo tanto… restiamo un po’ insoddisfatti.

Inoltre ci capita di non superare un esame, soffrire per amore, avere sfighe al lavoro. E questo pensiero di fallire alimenta una paura che qualcosa vada storto (come dice anche Susan Jeffers nel suo bellissimo libro “Conosci le tue paure e vincile”) e di non venire apprezzati ai nostri occhi e a quelli altrui.

Il vero amore (per il partner, gli amici, la famiglia) è quando due persone si rispettano, capiscono di essere diversi e separati. Per esempio a Cristina piace aiutare le persone e vuole fare l’infermiera; i genitori le dicono che deve diventare Medico, perché è una professione “rispettata” e guadagnerà di più. Cristina finisce per sentirsi in colpa e stare male, senza motivo.
Non aspettarti che gli altri siano come te! Alcuni ti seguiranno nella tua nuova vita coraggiosa.

Se ce l’ho fatta io, che ero il Dio della procrastinazione… puoi farcela tu e può farcela una persona cara che ti da fastidio veder procrastinare. 

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